viaggio in Patagonia, il mio itinerario del cuore

I ciuffi d'oro della Patagonia sono più belli di qualsiasi fiore.

Quanto costa un viaggio in Patagonia? Come spostarsi, cosa vedere e quando andare in Patagonia?

In questo post vi racconto tutto quello che c’è da sapere su una delle terre che conosco meglio al mondo! 

La Patagonia è la terra dove il nulla è tutto ciò che la fantasia possa desiderare. 

E’ difficile raccontare questa sensazione a chi non la conosce. Io stessa non avrei mai immaginato di innamorarmi di qualche ciuffo d’erba e di nuvole. Eppure è proprio così, se chiudo gli occhi la Patagonia che vedo è quella fatta di steppa e cielo, divisi da un orizzonte piatto e spettinati dal vento, con le nuvole più belle che un pittore abbia mai disegnato.

E poi ci sono gli oceani, i ghiacciai, le pecorelle e i guanaco, i pinguini e le storie improbabili di gauchos e di chi ha scelto di perdersi in quell’angolo di mondo.

Questo era il mio quarto viaggio in Patagonia, e ho scelto un itinerario che avevo già sperimentato per farlo conoscere ai miei bambini. Le tappe di cui vi racconto sono dunque rodate, sia per un viaggio di coppia che per un viaggio in famiglia.

Iniziamo con la sola nota dolente, parliamo di quanto costa un viaggio in Patagonia.

Il volo da Buenos Aires ha delle ottime tariffe per gli argentini, ma è molto caro per chiunque altro. Per due ore di volo non sono mai riuscita spendere meno di 500 Euro a testa, seppur abbia provato tutte le strade: dal monitorare le tariffe con anticipo all’acquisto in agenzie locali a Buenos Aires.

Il noleggio auto in Patagonia non è da meno, i costi di un veicolo basic per una settimana si aggirano intorno ai 1.000 Euro. Contrariamente a ciò che si può pensare però, una piccola auto (benché più scomoda sullo sterrato) è sufficiente per raggiungere qualsiasi meta.

Una volta svuotato il portafoglio resta solo il bello 🙂 

Diario di Viaggio in Patagonia

Siamo atterrati a Rio Gallegos il penultimo giorno dell’anno, dopo aver trascorso qualche giorno d’estate a Buenos Aires come lucertole al sole nel bel mezzo dell’inverno Italiano. Di nuovo maglioni di lana e giacche a vento perché le temperature patagoniche sono pungenti anche nel migliore dei casi.

Rio Gallegos non è bella, è una grande città di petrolieri e soldati , non ci ho mai trascorso più di una notte a ridosso del volo, però c’è un posto che adoro, dove ogni volta festeggio l’inizio del mio viaggio in Patagonia. Si chiama Club Britannico ed è il vecchio ritrovo degli estancieros (proprietari terrieri).

Dopo la milanesa al Club (è così che chiamano la cotoletta fritta in Argentina) il nostro viaggio in Patagonia è iniziato davvero!

1- El Calafate

Volevamo stupire i bambini e abbiamo pensato di cominciare alla grande! Tutti in macchina verso il ghiacciaio più grande del mondo! 

Dopo quattro ore di auto (più due di volo) abbiamo fatto sosta per la notte a El Calafate, il paesello considerato la porta di accesso al Parco Los Glaciares. Stanchi del viaggio ci siamo infilati nella prima guest house che abbiamo trovato.

Una di quelle casette con il tetto a punta e la carta da parati a fiori. Alle nove di sera la luce del Sud che entrava dalla finestra era quanto di più bello potessi sperare.

viaggio in Patagonia
La luce d’oro del Sud

Il mattino seguente abbiamo fatto un giro nel piccolo centro. El Calafate è molto turistico (fin troppo per i miei gusti), nella via principale si trovano un sacco di ristoranti, negozietti di souvenir e addirittura un Casinò.

L’unico posto degno di nota è il cafè Borges e Alvarez, sulla piazzetta del centro. Perfetto per tè e dolcetti circondati dai libri, dopo una giornata ventosa.

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Merenda al Café Borges y Alvarez

2- Ghiacciaio Perito Moreno

Il Perito Moreno si trova a un’oretta di strada da El Calafate. Ero proprio curiosa di guardare l’immensità del ghiacciaio attraverso gli occhi dei miei figli! 

Hanno iniziato a correre giù per la passerella di legno verso la parete che si affaccia sul Perito Moreno ed è stato amore a prima vista! Li avevo visti così ipnotizzati soltanto di fronte alla loro serie TV preferita! 

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Le punte di ghiaccio del Perito Moreno

– Ti prego mamma, aspettiamo che cada l’ultimo pezzo di ghiaccio!

La cosa straordinaria infatti, è il rumore degli iceberg che cadono nel Lago Argentino. Olivia nel suo diario l’ha descritto così: “Era come se il ghiacciaio si arrabbiasse, scricchiolava, brontolava, e poi cadevano i pezzi con un tonfo sordo”. Quel suono è qualcosa che ti entra dentro, lo senti nello stomaco.

Per trascinarli via da lì ho dovuto promettergli un giro in barca per guardare il Perito Moreno da vicino.

Ci sono tre modi infatti per visitare il ghiacciaio: il trekking (solo con la guida) per guardarlo da dentro, il giro in barca nel lago argentino per vederlo da sotto e dalla parete di fronte per vederlo dall’alto. Quest’ultimo è il modo più semplice e più bello per guardare il Perito Moreno in tutta la sua maestosità.

Sono 250 km² di punte di ghiaccio in tutte le sfumature del celeste che a perdita d’occhio si restringono verso l’orizzonte. Ogni giorno le punte avanzano di 2 metri, e arrivate sul Lago Argentino cadono in acqua.

3- Puerto Natales

Sotto le nuvole più belle del mondo ci siamo rimessi in strada verso Sud. Era il 31 Dicembre e non avevamo nessun programma per la serata, non sapevamo dove saremmo riusciti ad arrivare

Passato il confine con il Cile abbiamo trovato un letto sotto una cupola trasparente e ci siamo fermati. 

viaggio in Patagonia Puerto Natales
La nostra cupola nella steppa

E’ solo percorrendo le strade del caso che si incontrano posti come questo. Abbiamo festeggiato l’arrivo del nuovo anno sotto le stelle in quella cupola persa nella steppa della Patagonia Cilena. Poco più in là la casetta di una famiglia che ci ha accolti come figli.

Abbiamo fatto colazione al loro tavolo, chiacchierando della strada che avevamo di fronte. E Negrita, il cane che avremmo sempre desiderato è stata nostra amica per un giorno.

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La colazione nella casa della famiglia cilena

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A pochi chilometri dal nostro bizzarro hotel, ci siamo fermati per pranzo a Puerto Natales, una cittadina con piccolo porto di barchette colorate e un centro delizioso.

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Le barchette colorate di Puerto Natales

4- Punta Arenas

A questo punto del viaggio in Patagonia la nostra meta era il Chilometro Zero della mitica Ruta 40, e ci siamo rimessi in strada verso la Terra del Fuoco.

Abbiamo fatto sosta a Punta Arenas, l’ultima cattedrale nel deserto prima della Fine del Mondo. Una cittadina troppo grande per avere il sapore di Patagonia, ma finalmente eravamo di fronte all’oceano, pronti ad attraversare lo Stretto di Magellano!

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Punta Arenas
viaggio in Patagonia moon diaries
La nave verso la Terra del Fuoco

5- Porvenir

Quando siamo arrivati a Porvenir pioveva così tanto che la Terra del Fuoco si è spenta! Diciamoci la verità, ogni viaggio ha le sue sfighe.

viaggio in Patagonia moon diaries

L’Hotel Spagnolo (l’unico carino in città) era chiuso e ci siamo fermati a dormire in due stanze di una guest house che a malapena contenevano i lettini, sporche, senza riscaldamento, la stufa nel corridoio al minimo il bagno ovviamente in comune, senza sapone né asciugacapelli.

Eppure abbiamo appoggiato le valige una sopra l’altra sui centimetri di moquette libera e abbiamo iniziato a ridere fino alle lacrime, senza togliere le giacche a vento abbiamo giocato a battaglia navale, e poi siamo usciti. 

Porvenir mi è entrata nel cuore all’istante, fra le casette in lamiera con i tetti a punta abbiamo trovato un ristorante che sembrava uscito dalla mia fantasia.

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Il Club Croato a Porvenir

Alberto lo conosceva già e mi ha aperto la porta con un sorriso: ‘Ti piacerà’. Ed è arrivato anche il sole, quello delle nove di sera che entra dalle finestre e colora di oro tutto quello che tocca.

Fuori saliva l’alta marea e gli uccelli beccavano gli ultimi molluschi sul bagnasciuga. 

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La baia di Porvenir

6- Puerto Percy

Mi sono innamorata di Porvenir e sarei rimasta ancora un giorno, ho chiuso la valigia controvoglia e ci siamo rimessi in viaggio.

Siamo finiti sulla spiaggia di città deserta (Puerto Percy), una scuola, una fabbrica e una manciata di case abbandonate al vento.

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Puerto Percy la ghost town

Non finivamo più di raccogliere conchiglie, come fosse possibile mettere l’Oceano nelle nostre tasche.  

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Olivia fra le conchiglie di Puerto Percy
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Mai lasciare che la malinconia verso quello che stiamo per lasciare, superi la curiosità verso ciò che possiamo ancora scoprire.

7- La Fine del Mondo

Dopo una notte a Primavera una cittadina di poche decine di anime vicina a Puerto Percy, abbiamo affrontato la parte più dura e più bella del nostro viaggio in Patagonia.

Siamo risaliti quasi fino a Rio Gallegos per imboccare l’unica strada che da lì porta alla Fine del Mondo. 4 ore di sterrato per arrivare in un posto remoto che si chiama Cabo Virgenes. Il racconto dell’ultima tappa lo trovate qui.

Ah! Ho scritto anche la storia di una Torta che ho assaggiato alla Fine del Mondo. La ricetta la trovate qui.

 

 

 

 

 

 

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